Le società umane hanno, nel corso dei secoli, modificato l’ecosistema locale e cambiato il clima regionale. Oggi, questa influenza umana è avvertita ovunque sul pianeta a causa della crescita della popolazione, dell’aumento del consumo di energia, dell’intenso uso del suolo, del commercio, dei viaggi internazionali e di altre attività umane. I cambiamenti che ne conseguono ci costringono a renderci conto che la salute delle popolazioni dipende a lungo termine dal funzionamento stabile e continuo dei sistemi ecologici, fisici e socioeconomici della biosfera.

Il sistema climatico globale è parte integrante di tutti i processi necessari per il mantenimento della vita. Il clima ha sempre avuto un forte impatto sulla salute umana e sul benessere. Tuttavia, come molti altri grandi sistemi naturali, il clima è influenzato dall’attività umana. Il cambiamento climatico globale rappresenta quindi una nuovo problema da fronteggiare tutti insieme.

Secondo i scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia, molte regioni del mondo sperimenteranno temperature superiori alla media nei prossimi mesi, anche in assenza del fenomeno El Niño,fenomeno periodico, che provoca un forte riscaldamento anomalo delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale e che ha importanti ripercussioni sulla temperatura media globale ed estremi climatici in diverse parti del Globo., ha detto l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM). [ CITATION Cla20 \l 1040 ]

L’OMM riferisce che per il periodo da giugno ad agosto 2020, la probabilità di mantenere condizioni neutre è del 55%, mentre quella di un episodio di El Niño o La Niña (al contrario di El Niño, questa si presenta quando la superficie del Pacifico tropicale orientale subisce un significativo raffreddamento rispetto alle condizioni medie e contemporaneamente le temperature del mare nell’Australia settentrionale diventano particolarmente calde)aumenta al 20-25%. Secondo l’OMM, si prevede un’anomalia positiva della temperatura della superficie del mare in vaste aree del globo, sia nelle regioni tropicali che in quelle extratropicali. Pertanto, per il periodo da marzo a maggio 2020, la temperatura superficiale della superficie terrestre dovrebbe essere al di sopra del normale, specialmente nelle regioni tropicali.

Secondo il bollettino dell’OMM sulle previsioni metrologiche da marzo a maggio 2020, il dipolo dell’Oceano Indiano, a volte chiamato “Indian El Niño”, era in una fase fortemente positiva, che ha contribuito a un periodo di siccità che ha provocato incendi boschivi in Australia e inondazioni e maggiori precipitazioni. normale in Africa orientale. Questi ultimi hanno anche spianato la strada all’invasione delle locuste che la regione sta attualmente vivendo. Il dipolo dell’Oceano Indiano è ora in una fase neutrale. Secondo le previsioni meteorologiche dell’organizzazione mondiale della meteorologia riprese sul sito delle Nazioni Unite, si prevedono precipitazioni al di sopra del normale appena a nord dell’equatore, al di sopra del Pacifico tropicale centrale e a sud-ovest dell’Oceano Indiano, a est dell’Africa equatoriale.

Secondo il bollettino sul clima stagionale, anche il Nord America meridionale, l’America centrale, i Caraibi e l’Africa meridionale riceveranno piogge al di sotto del normale.

Anche il sud-est asiatico, l’Oceania e l’Australia occidentale, nonché l’Africa meridionale, l’America centrale e i Caraibi, hanno sperimentato condizioni più asciutte o molto più secche rispetto alle normali condizioni durante la stagione precedente (novembre / gennaio). Le prospettive di una continua siccità in queste sotto regioni invitano a seguire attentamente l’evoluzione della situazione.
Gli eventi meteorologici estremi dovrebbero aumentare a causa degli effetti del cambiamento climatico secondo il bollettino stagionale dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia e il rapporto sul cambiamento climatico e salute umana del Organizzazione Mondiale della Salute, Organizzazione Mondiale della Meteorologia e il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente del 2004 riportate qui sotto.

  • Le conseguenze del cambiamento globale

Questi eventi hanno un effetto particolarmente devastante nei paesi poveri. Le due categorie di fenomeni climatici estremi sono le seguenti: Fenomeni semplici come temperature molto basse o molto alte Fenomeni complessi ; siccità, alluvioni, uragani.

La frequenza e / o l’entità del fenomeno El Niño aumenteranno probabilmente a causa dei cambiamenti climatici. Questo fenomeno è un buon esempio di come eventi meteorologici estremi influenzano la salute umana. Clima, tempo, El Niño e malattie infettive Sia la temperatura che le acque superficiali hanno un’influenza significativa sugli insetti che portano malattie infettive come la malaria o malattie virali come la dengue e la febbre gialla. Le zanzare hanno bisogno di acqua stagnante per riprodursi e gli insetti adulti hanno bisogno di umidità per sopravvivere. L’aumento delle temperature favorisce la riproduzione dei vettori e riduce il periodo di maturazione dell’agente patogeno nell’organismo vettoriale. Tuttavia, troppo calore o mancanza di umidità possono influire sulla sopravvivenza delle zanzare. Oggi, la malaria si verifica solo nelle regioni tropicali e subtropicali. La sensibilità della malattia al clima è illustrata dalle aree confinanti con i deserti e gli altopiani in cui temperature e / o piogge più elevate associate a El Niño possono aumentare la trasmissione della malaria. Nelle aree instabili della malaria dei paesi nello sviluppo, le popolazioni senza immunità sono più esposte alle epidemie quando le condizioni meteorologiche favoriscono la trasmissione.

  • Il cambiamento climatico ha conseguenze sulla salute umana?

Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, il cambiamento climatico ha certamente svariate conseguenze sulla salute umana, sia dirette sia indirette; inoltre, gli effetti del cambiamento climatico sulla salute possono manifestarsi a breve come a lungo termine. Si stima infatti che, a livello globale, nel 2000 si siano verificati circa 150 000 decessi a causa del cambiamento climatico. Secondo un recente studio dell’OMS, entro il 2040 siamo destinati a raggiungere i 250 000 decessi l’anno. Tale stima sarebbe risultata ancora più alta se avessimo escluso dal calcolo la riduzione della mortalità infantile prevista per i prossimi anni: dunque, si può concludere che gli eventi meteorologici estremi siano già tra i principali fattori del cambiamento climatico che interessano la salute pubblica. Inoltre, la mortalità dovuta alle ondate di calore e alle alluvioni è destinata ad aumentare, in particolare in Europa. Infine, i mutamenti previsti nella distribuzione di patologie trasmesse da vettori causeranno anch’essi importanti conseguenze sulla salute umana.

  • In che modo gli eventi meteorologici estremi influiscono sulla salute pubblica?

Sempre secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, diversi tipi di eventi meteorologici estremi riguardano regioni differenti: ad esempio, le ondate di calore costituiscono un problema soprattutto nell’Europa meridionale e nel Mediterraneo, ma anche, in misura minore, in altre regioni. Basti pensare che, in base alle stime effettuate, l’ondata di calore del 2003 ha causato più di 70 000 decessi in 12 paesi europei, soprattutto tra i membri più anziani della popolazione. Infatti, via via che invecchiamo il nostro sistema di regolazione termica rallenta, rendendo le persone anziane più vulnerabili alle alte temperature.

Si prevede che entro il 2050 le ondate di calore arrivino a causare più di 120 000 decessi l’anno nell’Unione europea, generando spese per 150 miliardi di euro qualora non vengano adottate misure idonee a fronteggiare la situazione. Queste stime risultano più alte non solo a causa dell’innalzamento delle temperature e della maggiore frequenza delle ondate di calore, ma anche dei mutamenti in atto nei trend demografici europei: infatti, attualmente circa il 20 % dei cittadini dell’UE ha più di 65 anni; si stima che nel 2050 i cittadini in questa fascia d’età costituiranno circa il 30 % della popolazione.

Le alte temperature, spesso associate a inquinamento atmosferico (in particolare, inquinamento da ozono a livelli del suolo), possono causare problemi respiratori e cardiovascolari, specialmente tra i bambini e gli anziani, e portare a morti premature.

Altri eventi meteorologici estremi quali l’eccesso di precipitazioni causa di alluvioni influiscono a loro volta sulla salute pubblica.

  • In che modo le alluvioni influiscono sulla nostra salute?

Per fare un esempio concreto, le devastanti inondazioni che hanno colpito la Bosnia Erzegovina, la Croazia e la Serbia nel 2014 hanno causato 60 decessi e interessato più di 2,5 milioni di persone. Oltre all’impatto immediato sulla salute, vi sono state importanti conseguenze anche sulle operazioni di soccorso e sui servizi sanitari pubblici. Molti ospedali si sono allagati, specialmente ai piani bassi, dove vengono solitamente tenute le apparecchiature mediche più pesanti: ciò ha contribuito a un calo della capacità dei servizi sanitari di affrontare il disastro naturale e di fornire le cure necessarie ai pazienti.

Dopo un simile disastro, gli alluvionati, oltre ad avere perso le proprie case, hanno visto aumentare le possibilità di soffrire di altri problemi di salute a lungo termine, incluso lo stress.

Vi sono inoltre altri rischi indiretti per la salute, dovuti soprattutto al deterioramento e alla contaminazione dell’ambiente: ad esempio, le inondazioni possono trasportare agenti inquinanti e chimici provenienti da strutture industriali, acque reflue e di fognatura, causando la contaminazione di acqua potabile e terreni agricoli. Quando le acque nere e industriali non vengono accuratamente smaltite, le acque di straripamento o le più cospicue acque di dilavamento possono portare agenti contaminanti ai laghi e al mare, e alcune di queste sostanze possono entrare nella nostra catena alimentare.

  • Quali sono gli altri rischi per la salute associati al cambiamento climatico?

Come riportato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, i rischi associati al cambiamento climatico sulla salute umana, sono di diverse natura: ad esempio, le temperature più elevate favoriscono gli incendi boschivi. Ogni anno nel continente europeo se ne verificano circa 70 000. Nonostante la maggior parte di questi incendi sia di origine dolosa, le temperature più elevate e la siccità spesso finiscono per aggravare i danni complessivi. Alcuni incendi causano morti e danni alle proprietà, e tutti generano inquinamento atmosferico da particolato derivante dalla combustione: tali sostanze, a loro volta, possono causare malattie e morte prematura.

Secondo il rapporto congiunto sul cambiamento climatico e salute umana dell’Organizzazione Mondiale della Salute, Organizzazione Mondiale della Meteorologia e il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente del 2004, le temperature più alte, gli inverni più miti e le estati più umide stanno espandendo le aree in cui gli insetti vettori di malattie (ad esempio, zecche e zanzare) sopravvivono e si moltiplicano. Questi insetti possono causare malattie come la malattia di Lyme, il dengue e la malaria anche in nuove aree in cui il clima non era favorevole allo sviluppo e alla trasmissione di tali patologie o, al contrario, il cambiamento climatico potrebbe causare la scomparsa di alcune malattie da aree in cui sono attualmente presenti. Anche le variazioni stagionali, per cui alcune stagioni sembrano iniziare prima e durare più a lungo, potrebbero avere conseguenze negative sulla salute umana, specialmente per le persone affette da allergie. Inoltre sono possibili picchi di asma generati dall’esposizione combinata a diversi allergeni contemporaneamente.

I rischi associati ai mutamenti climatici sono anche a lungo termine: i mutamenti delle temperature e precipitazioni finiranno probabilmente per influire sulla capacità di produzione alimentare nella regione pan europea, con riduzioni significative nell’Asia centrale. Un’ulteriore riduzione della capacità produttiva nella regione potrebbe non solo esacerbare il problema della malnutrizione, ma anche innescare altre conseguenze diffuse, come un aumento dei prezzi del cibo a scala globale e questo creerebbe una situazione molto grave di dipendenza dei paese più deboli ai paesi industrializzati. Il cambiamento climatico è, dunque, un fattore da tenere in considerazione quando si parla di sicurezza alimentare e libero accesso al cibo, un elemento che può aggravare problemi sociali ed economici già esistenti soprattutto nelle zone di instabilità come i paesi in guerra o meno industrializzati che farebbero sicuramente più fatico per fronteggiare questa situazione.

Alla fine di questa riflessione sugli effetti del riscaldamento globale sulla salute e il benessere, possiamo ritenere che sul lungo termine i potenziali effetti del riscaldamento del clima potrebbero essere molto più grave di quanto sembra ora. E se si vuole evitare il punto di non ritorno, dobbiamo cambiare i nostri atteggiamenti oggi per un migliore futuro per le generazioni future. Come dicono i scienziati se non si fa niente oggi, fra qualche anno assisteremo al fenomeno dei migranti climatici cioè popolazioni che sfuggono le loro zone di abitazione dovuto alla l’impossibilità di poter vivere lì per causa delle conseguenze del riscaldamento climatico, le carestie sempre più frequenti, dei fuochi boschivi sempre più frequenti con conseguenze disastrose per la biodiversità come è successo in Australia questi ultimi mesi.

A cura di Inza El-Hadji

Bibliografia

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Rapport sur le Changement climatique et santé humaine – Risques et mesures à prendre

RESUME OMS-OMM-PNUE 2004

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