Trent’anni fa la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia viene adottata. Trent’anni fa, per la prima volta, vengono riconosciuti i diritti dei bambini.

Tutti i bambini in quanto essere umani e non “human becomings” hanno dei diritti e, in quanto tali, devono essere liberi di goderseli senza nessun tipo di ostacolo.

Nonostante l’esistenza della Convenzione sui diritti dell’infanzia e nonostante la sua ampia ratificazione, ogni giorno dei bambini muoiono ingiustamente e non possono godere dei propri diritti per una serie di motivazioni come la guerra, i conflitti, le violenze sessuali, lo sfruttamento etc.

La Convenzione e gli Obiettivi Sostenibili del Millennio sono strettamente collegati. Non si possono raggiungere gli Obiettivi se i diritti dei bambini non vengono rispettati e viceversa.

Con la campagna globale “Stop the war on children”, Save the Children si impegna a dire basta alle sofferenze che milioni di bambini e bambine sono costretti a subire nei paesi in guerra.

Oggi sono 415 milioni i bambini nel mondo che vivono in aree affette da conflitti, tra questi 149 milioni vivono in zone dove i conflitti raggiungono alte intensità. Per i bambini i conflitti stanno diventando sempre più pericolosi, dal 2010, infatti, la percentuale di bambini che vive in aree affette dai conflitti è aumentata del 34%. Allo stesso tempo sono aumentate del 170% le gravi violazioni nei loro confronti.

 

Fonte: Save the Children, www.savethechildren.it/cosa-facciamo/campagne/stop-alla-guerra-sui-bambini

Eglantyne Jebb fondò Save the Children più di 100 anni fa e la sua citazione “Every war is a war against children” è ora più attuale che mai.

La guerra strappa via l’infanzia e la serenità dai bambini. A causa dei conflitti e delle violenze, i bambini si vedono negare i propri diritti. La guerra aumenta notevolmente la posizione di vulnerabilità dei bambini e espone loro a ulteriori rischi come, ad esempio, povertà, matrimoni precoci forzati, sfruttamento minorile e reclutamento da parte dello forze armate.

Save the Children con “Stop the war on children” , oltre a cercare di proteggere e difendere i bambini dalle violenze della guerra, cerca anche di fornire loro un’istruzione. Infatti, nel mondo più di 75 milioni di bambini nei paesi in crisi e colpiti dai conflitti hanno bisogno urgentemente di un’istruzione. In questi paesi, i bambini non hanno spesso accesso all’educazione o perché sono stati costrettiad abbandonare le proprie abitazioni, o perché le loro scuole sono state distrutte o danneggiate, oppure perché i loro insegnanti sono fuggiti.

La pace oltre la guerra” è la guida fornita da Save the Children agli insegnati come strumento per realizzare attività di Educazione alla Pace nelle scuole.

La campagna sopracitata e la guida per le scuole racchiudono molti degli Obiettivi Sostenibili del Millennio: Goal 1 – sconfiggere la povertà. Se la povertà viene sconfitta, o almeno diminuita, molti bambini riusciranno ad avere un tenore di vita migliore e saranno meno esposti allo sfruttamento e alla violenza; Goal 2 – sconfiggere la fame. Sconfiggendo la povertà, i bambini potranno nutrirsi adeguatamente senza essere costretti a cercare del cibo in zone infette o inquinate, così da poter crescere e svilupparsi adeguatamente; Goal 4 – avere un’istruzione di qualità. Se i conflitti cessano, le scuole non vengono più attaccate e gli insegnati non vengono più uccisi, i bambini allora potranno ricevere la giusta istruzione che spetta loro di diritto; Goal 10 – ridurre le disuguaglianze. I bambini in quanto giovani e vulnerabili sono spesso “left behind” e non vengono protetti come dovrebbero. La Convenzione e il Goal 10 cercano di fornire tutto l’aiuto e il supporto necessario ai bambini, soprattutto a quelli in condizioni più gravi (non accompagnati, disabili, con HIV/AIDS ecc.), così che tutti i bambini, indipendentemente dal loro status, possano godere dei loro diritti; Goal 16 – pace, giustizia e istituzioni forti. Il target 16.9 indica che entro il 2030 gli stati e le istituzioni devono fornire l’identità giuridica per tutti, compresa la registrazione delle nascite. In tempo di guerra, spesso le istituzioni vengono prese d’assalto perdendo così il loro potere. La registrazione delle nascite è un problema diffuso, infatti, molti bambini nati durante i conflitti non vengono registrati e rimangono senza un documento che attesti la loro identità. Se un bambino non esiste giuridicamente, non potrà essere difeso e protetto. Inoltre, se un paese non ha ben chiaro il numero della propria popolazione, la spesa pubblica non potrà mai essere calcolata adeguatamente, mettendo così a rischio l’economia locale.

La guerra, l’assenza di pace, mette a repentaglio la vita e lo sviluppo dei bambini.

I bambini dovrebbero giocare, ridere, andare in vacanza, disegnare e non piangere, essere arruolati o impugnare un’arma. Tutti i bambini hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro situazione famigliare o dal posto in cui vivono. Gli Obiettivi e la Convenzione dovrebbero essere utilizzati come guida per tutelare i bambini sotto tutti i punti di vista.

A cura di Ilaria Ragni

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