Nel suo Preambolo, lo Statuto dell’ONU afferma solennemente l’impegno di “Noi popoli delle Nazioni Unite, …a liberare l’umanità dal flagello della guerra”, mentre il Patto internazionale sui diritti civili e politici, ribadisce con l’art.20: “Deve essere vietata per legge ogni forma di propaganda della guerra”.

Nonostante queste solenni dichiarazioni ed impegni, nel diritto internazionale dei diritti umani non esiste uno strumento giuridicamente vincolante che sancisca il diritto alla pace e, inoltre, anche uno degli Obiettivi dell’Agenda 2030 è dedicato alla pace.

Per questo motivo, il Centro di Ateneo per i Diritti Umani e la Cattedra UNESCO Diritti Umani, Democrazia e Pace dell’Università di Padova hanno proposto al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani di lanciare una campagna a sostegno della Dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto umano alla pace. La campagna “city diplomacy”, intrapresa dagli enti locali italiani a sostegno del riconoscimento del diritto alla pace, iniziata il 6 Giugno 2013, è proseguita a Ginevra il 23 giugno 2014, quando una delegazione di amministratori locali ha incontrato a Ginevraal Palais des Nations, l’Ambasciatore Christian Guillermet Fernandez, Presidente del Gruppo di lavoro intergovernativo del Consiglio Diritti Umani incaricato di preparare una Dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto alla Pace, adottata poi dall’Assemblea Generale il 19 Dicembre del 2016, con la Risoluzione 71/189.

Grazie anche all’impegno degli enti locali, dei comuni, dell’Università e del dialogo formatosi tra quest’ultimi e le Nazioni Unite, la Dichiarazione sul diritto alla pace è stata approvata. Certo, si tratta di una Dichiarazione e non di una Convenzione, ma è pur sempre un passo avanti!

Come si evidenzia dal risultato ottenuto, la collaborazione tra più agenti e istituzioni è fondamentale e l’approvazione della Dichiarazione sul diritto alla Pace si inserisce pienamente nel percorso di attuazione dell’Agenda 2030 e in particolare dei Goal 16 (Pace) e 17 (Partnership).

Il Goal 16 ribadisce il concetto di utilizzare metodi pacifici per risolvere le dispute internazionali e di non ricorrere alla guerra e pone anche l’attenzione sull’importanza del dialogo interculturale, della solidarietà, del rispetto, della tolleranza verso il prossimo e sull’ importanza di avere istituzioni forti e trasparenti: target 16.11,16.52,16.63, 16.a4, 16.b5.

Una delle campagne in abito nazionale ideate per raggiungere il Goal 16 è stata quella promossa del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani del 2019 “ogni città un cantiere di pace”. La campagna comprende tre attività volte a favorire il dialogo tra le comunità, a superare le disuguaglianze e a far crescere ai giovani un senso di appartenenza alla propria comunità.

1 Ridurre significativamente in ogni dove tutte le forme di violenza e i tassi di mortalità connessi
2 Ridurre sostanzialmente la corruzione e la concussione in tutte le loro forme
3 Sviluppare istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti a tutti i livelli
4 Rafforzare le istituzioni nazionali, anche attraverso la cooperazione internazionale, per costruire maggiore capacità a tutti i livelli, in particolare nei paesi in via di sviluppo, per prevenire la violenza e combattere il terrorismo e la criminalità
5 Promuovere e far rispettare le leggi e le politiche non discriminatorie per lo sviluppo sostenibile

Fonte: www.cittaperlapace.it/percorsi.php

I tre progetti ideati sono stati i seguenti:

  1. Facciamo crescere l’economia della fraternità

Questa prima proposta consiste nell’impegno delle città per la pace e i diritti umani, riconoscendo che la pace non può più prescindere dall’economia. L’economia definisce i rapporti tra esseri umani e plasma il nostro pensiero. L’obiettivo è quello di ridurre le disuguaglianze e la disoccupazione, così che i comuni riescano a far fronte a quelle spese pubbliche necessarie per il benessere comune, come la salute, i trasporti e la cultura. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Forum Mondiale dell’Economia Sociale e Solidale, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Onu), Reves, Rete europea delle città e delle regioni per l’economia sociale e Banca Etica.

In questa iniziativa si può notare come i target 16,5, 16.b del Goal 16 e i Goal 1- sconfiggere la povertà, 8 – lavoro dignitoso e crescita economica, 10 -ridurre le disuguaglianze siano, siano stati presi come riferimento.

  1. Ri-costruiamo la città

Le città devono investire sulle bambine e sulle bambine, sulle ragazze e i ragazzi e sulla loro capacità di fare nuove le cose. Il fine del progetto è stato quello di far crescere il loro senso di appartenenza alla propria comunità, la conoscenza e l’apprezzamento della propria realtà culturale e ambientale, la memoria e il legame con le generazioni che li hanno preceduti per far si che crescendo abbiano un rapporto positivo con il resto del mondo. Bisogna aiutare i giovani a sentirsi meno soli, a “pensarsi” dentro un futuro comune, ad apprezzare e difendere i valori costituzionali e universali che sono alla base dello stare assieme, ad imparare la cura della comunità e dell’ambiente. Il programma intende rafforzare la collaborazione tra il Comune e la scuola, rendendola più efficace e strategica, anche mediante la sperimentazione del Service-Learning, una proposta pedagogica molto innovativa e positiva.

Goal di riferimento: 3 – salute e benessere, 4 – istruzione di qualità, 5 – parità di genere, 10- ridurre le disuguaglianze, 11- città e comunità sostenibili.

  1. Abbattiamo i muri

Il 9 novembre 2019 è stato il 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino,simbolo della Guerra Fredda, della divisione dell’Europa e del mondo in due blocchi contrapposti. Nonostante ciò, a trent’anni di distanza, dobbiamo riconoscere che molti altri muri minacciano i nostri diritti, i beni comuni, la nostra voglia di pace, libertà e giustizia. Molti sono stati innalzati negli ultimi anni. Altri sono ancora in costruzione nei nostri paesi, in Europa e nel mondo. Sono muri che ci mettono gli uni contro gli altri, che lacerano la vita di persone, famiglie, comunità, popoli e paesi. Contro tutti questi muri che ci stanno togliendo la libertà, distruggendo la nostra umanità, la pace e il sogno di una vita e di un mondo migliore. L’ obiettivo del progetto è stato quello di invitare i comuni italiani a reagire promuovendo studi, denunce, incontri, dibattiti, programmi educativi e manifestazioni nel nome della fraternità, della libertà e della pace, usando come guida i Goal 4, 10, 16.

Fonte: www.cittaperlapace.it/doc.php?tipo=percorsi&id=33

A cura di Ilaria Ragni

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