Anche in occasione delle attività di sensibilizzazione sui diritti umani in generale Adusu ha promosso progetti originali ed innovati, ideati e realizzati insieme con l’artista Anna Piratti (www.annapiratti.com) che utilizzando il linguaggio dell’arte contemporanea, hanno inteso sensibilizzare la cittadinanza e i giovani sulla necessità di una profonda azione di ri-orientamento culturale e di presa di coscienza dell’importanza crescente della questione diritti umani nella società.

Sottotitoli: happening contro la povertà

Workshop artistico di Anna Piratti

Le notizie che riguardano situazioni di disagio ed esclusione sociale spesso sono percepite come notizie minori, stanno sotto le altre, sfuggono, ma sono anche notizie che, come i sottotitoli di un film, aiutano a decodificare e a leggere la società che ci circonda.

L’obiettivo della performance artistica è stato quello di “fare luce” su situazioni che di norma sono nascoste, in ombra (povertà, miseria, violenza, indigenza, …) e nel metterle in luce produrre una composizione luminosa aggraziata e soffusa, bella ed emozionante, che intende denunciare le molte situazioni reali di privazione e ingiustizia. Mettere in luce una situazione significa dare attenzione alla singola persona che di quella situazione è parte, significa non ignorare, non dimenticare, ma anche prendersi un po’ di tempo per ascoltare e per riflettere, per lasciarsi coinvolgere e partecipare.

Non vale la pena

Workshop artistico di Anna Piratti

Il workshop ha inteso coinvolgere attivamente gli spettatori nella creazione di un’opera d’arte ispirata ai valori che sostengono l’abolizione della pena capitale durante la Giornata internazionale delle città per la vita città contro mondiale contro la pena di morte (30 novembre).

Gli spettatori passanti per il luogo della performance sono stati invitati a scegliere un nome tra una lista di 200 giustiziati e ad ‘occuparsi’ di questo nome per alcuni istanti: piantando un chiodo su una tavola di legno e sottoscrivendo quel nome in sua memoria con un gesto uguale e contrario a quello che lo ha strappato alla vita. Simbolicamente si è dedicato con grazia e con forza un istante della propria vita in memoria di un’altra vita.

Al termine del workshop l’artista ha piantato l’ultimo chiodo, diverso per colore e fattezze da tutti gli altri senza nessun nome. L’ultimo chiodo rappresenta l’uomo libero. Il futuro a cui aspiriamo.

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